Inaugurata a Brescia la metropolitana più bella d’Europa

Grandissima festa nella città della Leonessa. Da sabato 2 marzo Brescia è diventata la settima città italiana dotata di un sistema di trasporto pubblico di tipo metropolitano. La città lombarda con i suoi 188 mila abitanti, (diciannovesimo comune italiano per popolazione), è la più piccola città europea con una metropolitana, anche se di tipo leggero. In altre realtà europee di dimensioni simili possiamo trovare sistemi tranviari o metro tranviari (premetro) sicuramente più economici da costruire e da gestire. L’opera è costata 935 milioni di euro e il Comune di Brescia dovrà faticare per pagare le rate del mutuo trentennale da 400 milioni di euro. Il prezzo contenuto del biglietto sarà sicuramente un incentivo all’utilizzo di massa del sistema, ma difficilmente garantirà un equilibrio economico nella gestione dell’esercizio.crew.it - Stazione all'aperto

La metropolitana inaugurata pochi giorni fa è una linea leggera e automatica, gemella della linea 5 di Milano.

La linea si sviluppa in una sorta di “L” collegando i quartieri a nord verso la Val Trompia con la parte orientale della città e servendo alcuni poli importanti della città come l’Università, l’Ospedale Civile, la Stazione FS e il complesso ospedaliero “Poliambulanza”.

I lavori, incominciati nel 2003, hanno portato alla realizzazione di 17 stazioni disposte lungo un tracciato di13,7 kmche presenta varie caratteristiche tecniche. Il centro della città è attraversato grazie a6 kmdi galleria profonda, scavata con una TBM, mentre nelle parti più periferiche troviamo un tratto di4,7 kmdi trincea coperta, un tratto di1,3 kma raso e un tratto di1,7 kmin viadotto sopraelevato.

Le metropolitana è considerata, con un po’ di enfasi, la più bella d’Europa, grazie alle luminose stazioni progettate dall’ingegner Cremonesi, caratterizzate dall’assenza del tradizionale mezzanino che crea continuità spaziale dalla superficie esterna al piano banchina, eliminando la sensazione solitamente claustrofobica e angusta degli spazi sotterranei.

Davide Cassinadri

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