Una manifestazione dei tassisti a Milano

Una manifestazione dei tassisti a Milano

(di Alfredo Drufuca - 6.11.13)

A margine della manifestazione dei tassisti che si è tenuta il 5 novembre utlimo scorso davanti a palazzo Marino il segretario della più importante associazione della categoria Nereo Villa ha riassunto in una dichiarazione le motivazioni della protesta, mettendo assieme una serie di punti di rivendicazione piuttosto eterogenei.

Leggendone il resoconto riportato dai giornali (Corriere della Sera del 6/11/13) sorge una serie di osservazioni e di domande che piacerebbe poter rivolgere a Villa, ed in particolare: 

- mancata manutenzione delle colonnine di chiamata, in gran parte vandalizzate ed inutilizzabili; la domanda è: perchè deve essere il Comune ad occuparsene? La manutenzione ha costi tali da non poter essere assunta direttamente dagli stessi tassisti che sarebbero presumibilmente ben più puntuali ed efficienti in tale operazione? Viene il dubbio che la richiesta sia finalizzata a gonfiare il pacchetto rivendicativo, dato che la funzione delle colonnine è ormai ampiamente marginale e tecnologicamente superata, anche perchè, se così non fosse, gli interessati non si affiderebbero certamente alla proverbialmente poco affidabile cura della pubblica amministrazione....;

- corsie preferenziali, da vietare alla circolazione di moto, bici e car sharing. Sulle moto non si può che essere d'accordo, sono tantissime, estremamente pericolose e non vanno certamente incentivate oltre a quanto già non siano. Sulle bici il discorso è l'opposto, tanto che nel resto d'Europa questo divieto quasi mai esiste. Qui l'interesse, peraltro marginale, dei tassisti non può prevalere su di un chiaro interesse collettivo; meglio sarebbe riformulare la richiesta nel senso di adeguare le corsie preferenziali alla circolazione promiscua di bici e servizi pubblici. Per quanto infine riguarda il car sharing se ne discute più avanti;

- linee dedicate (preferenziali?) per Expo: come? dove? Dall'articolo non si comprende quale sia la richiesta;

- ritardi nell'installazione delle telecamere di bordo. Vedi il tema colonnine: perchè deve esserci un bando pubblico ed un finanziamento pubblico per installarle? Se davvero il tema è così importante, come in effetti è, perchè non lo si gestisce direttamente? Con i livelli attuali di costo degli apparati, è davvero indispensabile contare sul contributo pubblico? O non è piuttosto una richiesta di finanziamento mascherato?

Nascosti sotto questi aspetti specifici e, vien da dire, in parte strumentali, si cela in realtà il vero malessere della categoria, quello che nasce dalla progressiva erosione delle quote di mercato protetto sul quale il settore ha sino ad oggi potuto contare. Il cartello "UBER GO HOME" issato dai manifestanti di piazza Scala la dice lunga, come la dice lunga la richiesta di abbattere i privilegi alla circolazione concessi al car sharing, tutti al loro dire 'concorrenti sleali'.

I termini della questione sono al tempo noti e complessi, e non è ovviamente possibile richiamarli e tantomeno svilupparli in questa sede; si sottolinea solo come queste difese corporative del proprio mercato siano piuttosto miopi, dato che ripropongono una offerta di trasporto non solo ormai lontana dai bisogni di molti consumatori, ma addirittura impermeabile alle rivoluzioni tecnologiche attuali e prossime.

Un tipo di monopolio che non potrà durare a lungo: prima i tassisti ne prenderanno atto, meglio sarà per loro e per i consumatori.

Anche perchè, tra 20 anni, le automobili avranno la guida automatica.

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