PUM di Vicenza

METODOLOGIA

Il percorso seguito per la redazione del PUM di Vicenza ha previsto in prima fase la redazione del quadro conoscitivo/diagnostico dell’attuale sistema della mobilità, seguito dalla definizione di un set di strategie alternative di intervento, rappresentative di diverse possibili filosofie di intervento, e dalla loro valutazione comparata.

Tali elementi costituiscono nel loro complesso l’apparato strumentale del Piano.

 

schema del processo di redazione del Piano.

La valutazione comparata delle alternative ha portato ad individuare una serie di scelte che formano la strategia base sulla quale sono state sviluppate le proposte definitive di Piano.

Queste scelte comprendono un mix di interventi infrastrutturali e di regolazioni della domanda  tale da garantire – in un orizzonte decennale - un assetto della mobilità urbana decisamente migliore di quello prevedibile nello scenario tendenziale, grazie ad una progressiva diversione modale verso il mezzo pubblico e la mobilità ciclopedonale, cui si accompagna un comunque adeguato livello di accessibilità selezionata in auto.


ANALISI E DIAGNOSI

Le analisi condotte sul sistema della mobilità di Vicenza hanno evidenziato forti criticità, e in particolare:

- flussi veicolari tali da causare episodi anche pesanti e temporalmente estesi di congestione su ampia serie di assi urbani;

- flussi incompatibili con i limiti di capacità ambientale di estesi ambiti urbani, e non limitatamente alle sole aree centrali;

- un sistema sosta nel complesso correttamente impostato (3 zone concentriche a tariffazione crescente), ma con poca uniformità nelle regolazioni per i singoli settori, con conseguente difficoltà nella comprensione delle regole d’uso dei parcheggi;

- congestione dovuta anche al traffico di scambio con i Comuni esterni. La componente di attraversamento risulta particolarmente elevata per una città delle dimensioni di Vicenza (in particolare per i flussi da e per il quadrante nord/ovest, che non risulta coperto dal sistema autostradale).

- forte decremento dei passeggeri TPL immediatamente all’esterno dell’area densa compatta; tale discontinuità differenzia in modo netto un bacino propriamente urbano da un bacino suburbano ed extraurbano;

- maggiore attrattività delle linee che presentano un percorso diametrale e che attraversano il centro lungo o all’interno della cerchia del ‘200;

- disomogeneità dei percorsi e delle piste ciclabili esistenti: difficoltà nel leggere la continuità dei percorsi e la loro appartenenza ad una rete complessiva.

   

- una situazione certamente non confortante in termini di sicurezza della circolazione


VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE

Nel lavoro di sviluppo del PUM sono state definiti e valutati diversi scenari di Piano, per individuare le soluzioni ottimali di governo della mobilità.

Gli scenari di Piano sono composti da:

  • assetto della domanda futura, derivata dallo scenario territoriale prefigurato dal PAT;
  • assetto delle reti e dei servizi di trasporto, che risulta differente per le diverse alternative di Piano esaminate.

Sono state esaminate tre alternative generali di assetto infrastrutturale e di governo della mobilità, che corrispondono a tre differenti approcci pianificatori:


PROPOSTE DI PIANO

Le proposte definitive si basano sui criteri di governo e sulle soluzioni progettuali previste nell’alternativa M, risultata vincente nell’analisi comparativa fra le alternative esaminate.

1. TRASPORTO PUBBLICO: deciso rinforzo dei livelli di servizio


2. ITINERARI CICLABILI: rete estesa, continua ed interconnessa


3. RETE VIARIA: completamento dello schema portante


4. SISTEMA DELLA SOSTA: razionalizzazione







Informazioni aggiuntive