Un ente da rottamare

E così, alla fine, ci siamo arrivati.

Citiamo per comodità (e per nostro personale sfinimento) dall’Eco di Bergamo del 6 agosto.

“Il Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica) ha rivisto il Piano economico finanziario della Brebemi prevedendo un contributo pubblico complessivo di 320 milioni di euro di cui 260 in rate da 20 milioni annui dallo Stato e 60 in tre rate da 20 milioni annui dalla Regione Lombardia.

Sono previsti altresì la proroga della concessione di 6 anni (da19,5 a25,5 anni); il reinserimento del valore di subentro a fine concessione (pari a 1.205 milioni) e l’entrata in esercizio al 31 gennaio 2017 dell’interconnessione con l’A4 a Brescia, per la quale è stata riconosciuta la necessita’ di effettuare rapidamente l’approvazione del progetto da parte del Cipe a seguito della Conferenza di servizi da convocarsi indicativamente a settembre.”

Ora facciamo un salto indietro di 10 anni, per leggere due righe (in allegato il pdf) che un oscuro ingegnere quale è chi scrive, digiuno dei sofisticati meccanismi dell’alta finanza, allora scrisse semplicemente leggendo quanto ufficialmente scritto nella documentazione prodotta dalla società Brebemi circa la sostenibilità di quel progetto.

Facile ora la domanda: a chi fa periziare le proposte di project financing il CIPE? E’ possibile sapere i nomi di chi ha avallato questo disastro? E più propriamente: a cosa serve il CIPE?


Alfredo Drufuca

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