Trenitalia e ritardi: qualche domanda

Trenitalia alta velocità

Primo settembre, alta velocità Bologna-Milano, treno in ritardo... Questa è la premessa, vi risparmio i balletti dei minuti di ritardo e mi soffermo sul risultato. I minuti erano effettivamente 58, recuperati negli ultimi chilometri. L'indennizzo scatta dopo i 60 minuti. Sceso dal treno, chiedo lumi e nonostante la capotreno difenda a spada tratta la divisa, un collega presente alla mia richiesta ammette che "sì, è una presa in giro agli utenti".

Soddisfatto di questa ammissione di colpa mi incammino verso l'ultima parte di viaggio. Cerco di sdrammatizzare con una compagna di sventure ma non riesco proprio a farla sorridere, lei continua ad essere arrabbiata. Allora cerco un modo per dare il mio piccolo contributo per migliorare la nostra bellissima Italia.

Ed eccomi qui, con una lettera di mourinhana memoria:

PERCHE' non esiste un rimborso proporzionale al ritardo? 10% (simbolico) sopra i 15 minuti, 30% (ragionevole) sopra la mezz'ora, 50% (sostanziale) sopra l'ora e 90% (ammissione di colpa) per ritardi superiori all'ora e mezza.

PERCHE' continuano a dire che l'alta velocità non ha sovvenzioni? Chi l'ha pagata l'infrastruttura? Le ferrovie o le tasse degli italiani? Ora forse Trenitalia paga la manutenzione.

PERCHE' non c'è una vera concorrenza? Nemmeno il buon leghista Cota è riuscito a cedere alla tentazione di ingraziarsi le ferrovie che "uniscono l'Italia". Ha promesso in campagna elettorale (e poi ha mantenuto la promessa) di affossare l'unica gara (seppur non ben congegnata) che avrebbe potuto rompere il monopolio e migliorare le giornate a tanti piemontesi.

O i piani alti che giocano coi nostri treni hanno qualche santo in paradiso, oppure hanno più foto nel cassetto di Tarantini... Ai posteri l'ardua sentenza. Ora giro le domande alle ferrovie. Dopo quindici anni da pendolare avrò pur diritto ad una risposta, no?


Stefano Battaiotto

 

Tratto dal blog Italians del Corriere della Sera

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