Ma la bici non aspetta

Giovedì 14 maggio il conteggio autogestito di Polinomia sulla mobilità ciclistica aveva registrato il record assoluto di ciclisti rilevati; oggi lunedì 18, nuovo record.
Più in generale il trend di questa prima parte dell’anno mostra una crescita che sembra aver già raggiunto e superato l’obiettivo dell’uso della bicicletta assunto dal recente Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Milano per il 2020.

 

Escluso ovviamente il fatto che sia l’effetto di interventi ancora tutti da realizzare o in minima parte realizzati, resta come unica spiegazione quella di una scelta volontaria, consapevole e indipendente di un numero crescente di persone, a prescindere dal contesto generale della circolazione e della gestione degli spazi.

Questo cambia in qualche misura l’approccio tradizionale delle politiche nei confronti della mobilità ciclistica, quello cioè che si pone l’obiettivo di ‘stimolare’ l’uso della bicicletta, e obbliga a sostituirlo con un programma ben più urgente di realizzazione dei servizi che la domanda crescente di ciclabilità ormai oggettivamente richiede, dalle velo stazioni alla moderazione del traffico.

Alla fine gli ingredienti sono in larga misura gli stessi, ma diverso è il modo di individuarli e comporli, diversa è la valutazione da operare circa la loro efficacia e quindi diversa, molto diversa, è la priorità da attribuirgli in termini di allocazione delle risorse: finanziarie, di spazio, di intelligenza.

Credo che, sotto questo aspetto, il PUMS di Milano presenti evidenti lacune: c’è spazio nell’iter che porterà alla sua definitiva approvazione, per colmarli. 

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