Corsie ciclabili: ma di che cosa stiamo parlando?

In Italia si sta da troppo tempo trascinando una discussione piuttosto surreale tra chi chiede di poter realizzare misure estensive di protezione/preferenziazione della ciclabilità attraverso l'uso di corsie disegnate in carreggiata e chi, sulla base di interpretazioni del Codice della Strada supportate anche da autorevoli pareri ministeriali, ne irrigidisce il significato prescrittivo limitandone fortemente l'utilizzo.

Si tratta in particolare della questione dell'attraversabilità di tali corsie da parte degli altri utenti della strada, con i conseguenti limiti che ciò porrebbe alla loro inseribilità in corrispondenza delle intersezioni, degli accessi laterali, della sosta.   

Fioriscono dunque le discussioni esegetiche e giurisprudenziali sull'applicabilità del dispositivo, il che fa perdere di vista la semplicissima questione di fondo, e cioè del perchè nel nostro paese non sia possibile fare ciò che si fa tranquillamente nel resto del mondo ciclisticamente avanzato.

In altri e più semplici termini, il problema non è se quel dispositivo sia applicabile, ma come  fare a renderlo applicabile.

Può risultare utile al proposito riportare l'art.40 del Codice della Strada Svizzero, la cui semplicità disarmante ci fa capire come in realtà si stia letteralmente parlando di nulla: bastano infatti quei pochi commi per risolvere l'intera questione e consentire di fare interventi banalissimi ma che oggi solo pochi 'eroici' funzionari ed amministratori pubblici hanno il 'coraggio' di fare.


Art. 40 Ciclopiste e corsie ciclabili

(art. 43 cpv. 2, e 46 cpv. 1 LCStr)


1 I ciclisti devono dare la precedenza, se da una ciclopista o da una corsia ciclabile accedono alla carreggiata attigua e se, sorpassando, lasciano la corsia.


2 I velocipedi con rimorchio possono circolare sulle ciclopiste soltanto se non è ostacolato l’altro traffico ciclistico. I pedoni possono usare la ciclopista dove mancano i marciapiedi e le strade pedonali.


3 I conducenti di altri veicoli possono circolare sulla corsia ciclabile delimitata da una linea discontinua (6.09) purché non ostacolino la circolazione dei velocipedi.


4 Se devono attraversare una ciclopista o una corsia ciclabile all’infuori di intersezioni, per esempio per accedere a un immobile, i conducenti di altri veicoli devono dare la precedenza ai ciclisti.


5 Se una ciclopista corre a una distanza massima di 2 m lungo una carreggiata per il traffico dei veicoli a motore, per i ciclisti alle intersezioni vigono le norme di precedenza cui sottostanno i conducenti dei veicoli che circolano sulla carreggiata contigua. Quando svoltano, i conducenti dei veicoli a motore sulla carreggiata contigua devono dare la precedenza ai ciclisti.

 

Alfredo Drufuca

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