Car2Go: equilibrio di esercizio o equilibrio sociale?

Riorganizzazione areeLa decisione di Car2Go di introdurre una tariffa aggiuntiva per gli utenti diretti verso la periferia ha  suscitato molte e molto negative reazioni.

Tra le motivazioni, oltre ovviamente a quelle ben comprensibili di chi si vede drasticamente aumentato il costo del servizio, ve ne sono molte altre  che accusano la società esercente di pensare unicamente al profitto ignorando il valore sociale del servizio, quando non addirittura di “classismo”, dato che impone balzelli a chi vive in periferia..

Mi pare che questo tipo di reazione sia del tutto fuori luogo.

Car2Go è un’impresa privata, che non ha mai preteso di svolgere un servizio di natura sociale e che deve obbligatoriamente rispettare l’equilibrio nei propri conti di esercizio e gestione.

Se quindi a Car2Go è risultato che il proprio modello di offerta non fosse compatibile con i costi generati, doveva necessariamente correggerlo.

Il che non significa che quel modello sia impraticabile (forse Car2Go è solo mal organizzata), o che la manovra attuata non sia destinata ad avere un impatto più negativo che positivo sui conti economici (certo dal punto di vista del marketing non è stata particolarmente ben giocata…).Questo potrà per nostra fortuna dircelo la presenza di competitor sullo stesso mercato.

Diverso è il punto di vista della pubblica amministrazione, che deve invece valutare assai negativamente l’arretramento di un servizio molto importante per un assetto sostenibile della mobilità urbana.

Essa deve anzitutto interrogarsi sull’inadeguatezza delle condizioni poste a base del bando di gara, condizioni che avrebbero dovuto definire in modo più attento e vincolante le modalità desiderate di produzione del servizio (modalità delle quali evidentemente le tariffe e la loro articolazione non sono un aspetto irrilevante), eventualmente alleggerendo le condizioni economiche imposte agli operatori per renderle sostenibili.

Era peraltro questo un terreno inesplorato, e sarebbe stato per questo opportuno prevedere una clausola formale di revisione dei termini delle autorizzazioni dopo un primo periodo di sperimentazione.
Non dovrebbe tuttavia essere impossibile aprire un tavolo di negoziazione tra le parti che consenta di ritornare a un assetto del servizio soddisfacente per tutti. L’importante è che non si torni a invocare nuovamente la ‘mano pubblica’ nella produzione dei servizi di car sharing: la costosissima e poco esaltante avventura di ICS ci è sinceramente bastata…


Alfredo Drufuca

P.S.: Date le molte e non sempre correttamente informate polemiche sulla recente iniziativa di Car2Go, ci sembra utile mettere a disposizione il testo dell'avviso emesso dal Comune di Milano per le manifestazioni di interesse a svolgere servizi i car sharing, sulla cui base si devono muovere gli operatori.

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