Andamento della mobilità e dell'incidentalità ciclistica a Milano - resoconto 2017



Andamento della mobilità e dell'incidentalità 
ciclistica a Milano

I risultati di un’indagine autogestita sull’uso della bicicletta in città dal 2008 ad oggi - resoconto 2017

 

Le rilevazioni (1013 dall’inizio del rilevamento a oggi) hanno riguardato tutti i mesi e tutti i giorni dell’anno, con l’eccezione del biennio 2010-2011 nel quale sono stati rilevati i due soli periodi primaverile (aprile e maggio) ed autunnale (settembre e ottobre).

I dati utilizzati nelle elaborazioni sono riferiti ai soli giorni non piovosi e in assenza di altri elementi perturbanti.

 

Nella tabella e nel grafico che seguono sono raccolti i dati relativi ai valori medi mensili, unitamente alla stima dell'intervallo di confidenza calcolato per un livello di significatività del 90%.

Nel grafico successivo sono infine rappresentate le variazioni percentuali dei valori medi annui rispetto al 2008 e sull’anno precedente.

 

 

Dopo il picco del 2015 (+73% sul 2008) è iniziato a Milano un progressivo calo dell’utenza ciclistica.

Il 2016 aveva infatti fatto registrare una flessione sull’anno precedente del 7%, e così i primi nove mesi del 2017, con un ulteriore -5%  calcolato sullo stesso periodo del 2016.

L’entrata dei due nuovi operatori di bike sharing sembra aver invertito il trend, tanto che il dato di ottobre, complice anche un clima straordinariamente asciutto e mite, ha visto una crescita del 20% di ciclisti sul valore massimo registrato nel 2015.

La ripresa si è poi confermata anche nei mesi di Novembre e Dicembre, che si riallineano sugli stessi valori raggiunti nel 2015. 

Il dato annuale complessivo, che si ricorda viene calcolato sui soli mesi di Aprile-Maggio e Settembre-Ottobre, si chiude alla fine con un leggero incremento sul 2016 (1%).

Incremento, lo si sottolinea, legato al solo mese di ottobre, in assenza del quale si sarebbe dovuta registrare una ulteriore flessione del 6%.

Nell’ultimo diagramma è infine riportata la stima della ripartizione modale complessiva calcolata imponendo per il 2011 il valore rilevato per i motivi di lavoro e studio dal censimento ISTAT, pari al 5.86%, e calcolando il valore relativo agli altri anni sulla base delle variazioni rilevate nell’indagine.

Secondo tali stime, la quota modale attuale risulta pari al 7.8%, cioè sostanzialmente uguale a con quella del 2016 (7.7%).

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