Favorisca patente , libretto e… porto d’armi.

Chiediamoci quanto sia pericolosa una Punto che viaggia a 50 Km/h in città per un pedone o un ciclista. Tutti sono concordi nel quantificare in un generico “molto” questo rischio; ma la necessità di muoversi a piedi, in bici e in macchina è ineludibile.
E se questo “molto” lo trasformassimo in un “più pericolosa di un proiettile calibro 9”? Ne sareste colpiti? Vorrei cercare di spiegare meglio cosa accade, con un po’ di fisica elementare e qualche considerazione.

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Tra i piedi

Quarta scelta: in automobile
Piede S: “non mi piace punto stare in quell’antro mezzo buio sotto il volante.”
Piede D: “forse perché stai spesso a far niente, solo ogni tanto un colpo sulla frizione; io non ho certo il tempo di pensare, sempre a regolare l’acceleratore e ogni tanto pure qualche brusca frenata; sono quei ragazzini, che non stanno attenti ad attraversare e … , se non intervengo io, sono guai seri.”

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E se lasciassimo andare i taxisti per la loro strada?

Il tema della liberalizzazione dei taxi è ritornato di grandissima attualità, vien da dire finalmente. Il fatto che –come si sente da più parti dire- non sia questa la corporazione da colpire per prima per favorire la crescita economica nazionale non significa che la questione possa essere rimandata.
Riuscire infatti a riportare questo segmento di offerta di trasporto entro livelli più adatti ai reali bisogni degli utenti rappresenta un passaggio fondamentale per costruire città che, oltre ad essere economicamente più efficienti, siano anche maggiormente sostenibili, cioè città che possano davvero fare a meno dell’auto privata.

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E’ davvero così iniquo far pagare l’area C ai residenti?

Tra le contestazioni che stanno sorgendo rispetto all’ormai prossimo avvio della congestion charge quella che sembra avere la maggior capacità di presa, tanto da indurre già qualche ripensamento tra la stessa maggioranza che amministra Milano, è quella che in tal modo  “si tassa il ritorno a casa dei residenti”.

E’ una osservazione in effetti comprensibile, il che tuttavia non significa dover ammettere che il provvedimento attuale sia ingiustificato e quindi obbligatoriamente da modificare su questo punto.

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Andamento della mobilità ciclistica a Milano

I risultati di un'indagine autogestita sull'uso della bicicletta in città tra il 2008 e Novembre 2011

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